Il prezzo del caffè sta registrando un calo significativo oggi, alimentato in buona parte da previsioni di offerta in crescita, in particolare in Brasile, il maggior produttore mondiale. Le stime di produzione per la stagione in corso sono state alzate, suggerendo un raccolto abbondante. Inoltre, le scorte mostrano segni di incremento. Sul fronte della domanda, viceversa, alcuni segnali di rallentamento stanno contribuendo al nervosismo del mercato. Anche la componente speculativa gioca un ruolo: dopo aver scontato il rischio di scarsità, i trader stanno chiudendo posizioni, determinando vendite che amplificano il ribasso. In sintesi, il calo odierno del caffè riflette un cambio di percezione nel mercato: da timore di scarsità ad attesa di surplus, con conseguente calo dei prezzi.
Noi abbiamo approfittato del calo per rientrare sulla profumata materia prima, dopo l’operazione aperta a metà luglio e chiusa in forte profitto in due volte tra fine agosto e fine ottobre. Forse siamo entrati un po’ presto, ma il raggiungimento della media mobile a 50 giornate, posta poco sotto i 400 U$D per libra, invogliava un sacco.
Adesso rimaniamo alla finestra. Se la media mobile reggerà e il caffè rimbalzerà, venderemo. Se continuerà il calo, valuteremo un secondo acquisto.