PIANO DI ACCUMULO DI CAPITALE (PAC) SU AZIONARIO USA E UE

Ieri abbiamo apportato una variazione al PAC sullo S&P 500, il principale indice azionario americano, in base a due considerazioni.

La prima è che i “multipli” degli Stati Uniti d’America, ossia quei valori che esprimono la valutazione di un’azienda o di un intero mercato, sono abbastanza tirati, nel senso che sono sui massimi storici e scontano utili aziendali ancora molto elevati e ciò non è detto che avvenga nell’attuale contesto economico.

La seconda considerazione è che il dollaro americano, almeno fino a venerdì scorso, stava scendendo ulteriormente, vanificando, almeno in parte, la crescita che la borsa statunitense ha avuto nel 2025.

Abbiamo pertanto dimezzato l’investimento sul PAC sugli USA e, con l’importo reso disponibile, attivato un PAC in un ETF sull’azionario della zona Euro. L’Europa presenta infatti “multipli” decisamente più bassi rispetto a quelli americani e assenza del rischio di cambio, per ovvie ragioni.

Nei decenni scorsi, le borse americane sono quelle che sono, senza ombra di dubbio, cresciute di più, grazie soprattutto alla spinta delle aziende tecnologiche. Potrebbe essere ancora così in futuro. Tuttavia, l’attuale amministrazione americana sta facendo di tutto per indebolire il cambio euro/dollaro, cosa questa che è penalizzante per noi europei.

Pertanto, al fine di ridurre l’esposizione su un mercato definito dagli esperti come “caro” (e comunque ai massimi storici) e per eliminare, almeno su metà del portafoglio azionario, il rischio di cambio, abbiamo preferito muoverci in questa direzione.

Trimestralmente opereremo un controllo dei due ETF, per verificare se sarà opportuno adottare ulteriori correttivi o ribilanciamenti.

Per chi ancora non ha adottato l’approccio del Piano di Accumulo di Capitale, come strumento per investire anche piccole cifre sui mercati azionari, cosa che consiglio vivamente a tutti, rimango a disposizione per ogni ulteriore approfondimento.